OLTRE IL TURISMO. QUALE CORTINA PER CHI LAVORA: momento di confronto e assemblea annuale dell’Associazione Albergatori Cortina

OLTRE IL TURISMO. QUALE CORTINA PER CHI LAVORA: momento di confronto e assemblea annuale dell’Associazione Albergatori Cortina

Si è svolto martedì pomeriggio nella Sala Cultura Don Pietro Alverà l’incontro “Oltre il Turismo. Quale Cortina per chi lavora?”, promosso dall’Associazione degli Albergatori di Cortina nell’ambito della sua annuale Assemblea Pubblica.
L’appuntamento ha offerto l’occasione di affrontare un tema fondamentale per il futuro della nostra destinazione, ovvero le risorse umane, in un periodo particolare per il territorio, reduce dall’esperienza del grande evento mondiale ospitato tra febbraio e marzo.

LO SVILUPPO TURISTICO DI CORTINA PASSA DAL CAPITALE UMANO
Negli ultimi vent’anni la popolazione in età lavorativa è calata del 12,5% nel Bellunese e del 21,2% nel Cadore, con un progressivo invecchiamento dei residenti

Il 40% degli occupati nel settore turistico delle Dolomiti risiede a oltre 50 km di distanza, rendendo necessari interventi strutturali volti a migliorare l’attrattività del territorio

Una località turistica che voglia posizionarsi al top a livello mondiale non può prescindere dalla componente umana di chi ci lavora e dalla soddisfazione delle sue esigenze. È questo uno dei temi emersi in occasione dell’incontro.
L’appuntamento, tenutosi nella Sala Cultura Don Pietro Alverà di Cortina d’Ampezzo e aperto dai saluti del vice sindaco di Cortina Roberta Alverà, è stata l’occasione per presentare l’analisi demografica del territorio ampezzano in relazione alla disponibilità di forza lavoro, elaborata da Veneto Lavoro.

Un momento di confronto fortemente voluto dai professionisti dell’accoglienza della Conca per rintracciare possibili soluzioni all’annoso problema del gap tra domanda e offerta di personale altamente qualificato, peraltro all’indomani del rinnovo della partnership strategica con Umana Spa, finalizzata a sua volta a cercare di colmare un divario che da tempo ormai affligge il comparto.

“Cortina è impegnata in un’intensa attività di consolidamento della sua posizione di meta d’eccellenza – dichiara Sandra Ruatti, presidente dell’Associazione Albergatori di Cortina – Si stanno facendo ingenti investimenti sulle strutture (alberghiere e non), le Olimpiadi stanno generando un incredibile volano, ma non basta: dobbiamo guardare oltre ed essere attraenti anche per chi vuole lavorare qui. Ecco perché abbiamo voluto e organizzato questo evento: non posso che ringraziare tutti i relatori che hanno dato la loro disponibilità, è un segnale non solo di condivisione strategica ma anche di riconoscimento del prestigio e dell’autorevolezza della nostra Associazione”.

La carenza di forza lavoro è risaputa ed è stata messa in evidenza da Manuela De Colle di Veneto Lavoro: “Negli ultimi 20 anni il territorio ha affrontato una profonda trasformazione demografica che ha visto la popolazione in età lavorativa (15-64 anni) contrarsi del 12,5% in provincia di Belluno e del 21,2% nel comprensorio di Pieve di Cadore, con un contestuale e progressivo invecchiamento del bacino disponibile. Questa erosione della forza lavoro locale ha portato a un reclutamento a lungo raggio: attualmente la quota di addetti che risiedono a oltre 50 km dal luogo di lavoro è circa del 40%, confermando un trend in costante ascesa: uno scenario destinato a inasprirsi che comporta interventi strutturali volti a migliorare l’attrattività del territorio e a soddisfare le esigenze logistiche e personali di una forza lavoro sempre più esterna”.

L’evento si è posto dunque come una preziosa occasione di dibattito tra istituzioni, operatori del turismo e stakeholder in un periodo particolare per la Regina delle Dolomiti che sta cominciando a raccogliere i primi frutti postumi del grande evento olimpico e paralimpico ospitato tra febbraio e marzo.

“La sfida è ragionare su città turistiche tutto l’anno. Oggi abbiamo dati rassicuranti anche in località dove era difficile pensarlo, attraverso iniziative che possono portare le strutture a restare aperte tutto l’anno”, ha detto il Vicepresidente della Regione del Veneto, Lucas Pavanetto, che ha aggiunto: “I dati positivi di Cortina nel post-olimpico? Ci sono diversi fattori. Innanzitutto, il successo deriva dal nostro modo di promuovere un territorio vasto e diversificato. Abbiamo trovato un equilibrio che rappresenta una grande attrattività per chi viene a visitarci. Inoltre, in questo momento storico, la gente tende a viaggiare meno verso l’estero e qui trova una percezione di sicurezza maggiore. Fondamentale è stato poi il volano delle Olimpiadi. E qui Cortina è riuscita a fare la parte del leone grazie alla sua ospitalità e alla grande esposizione mediatica internazionale.”

“Attualmente, i dipendenti delle aziende locali sono dislocati in piccoli appartamenti sparsi sul territorio, e sono spesso isolati. Non vogliamo agire da soli, ma creare una squadra con tutte le categorie e gli enti locali per istituire un tavolo permanente – ha fatto sapere Antonio Onorato, CEO di Relegance Collection – L’obiettivo è ottenere strumenti urbanistici e finanziari per realizzare progetti strategici, come un campus dell’ospitalità, che garantisca servizi, decoro e stabilità ai lavoratori. Solo così potremo garantire che l’eredità delle Olimpiadi non si esaurisca in pochi anni, ma diventi un processo virtuoso capace di durare per i prossimi decenni”.

“Il turista quando viene a Cortina vuole sentirsi a Cortina, il che significa che il personale delle nostre strutture non può limitarsi alle sole competenze tecniche, ma deve essere pronto al racconto dei luoghi, della storia e della cultura ampezzana – spiega Carla Medri, vicepresidente dell’Associazione Albergatori di Cortina – Senza questa conoscenza, il rischio è che il lavoratore viva la destinazione solo come un luogo di lavoro, senza poterne diventare promotore. Ecco perché, come Associazione, promuoviamo una formazione extra-professionale. L’idea è di organizzare, all’inizio di ogni stagione, sessioni collettive in cui esperti del territorio trasmettano la propria passione e conoscenza ai nuovi arrivati. L’obiettivo non è solo migliorare il servizio, ma far sentire i lavoratori parte del tessuto sociale locale”.

Alla tavola rotonda è intervenuto anche Marco Stanuovo Polacco, neoeletto Presidente della Provincia di Belluno, che si è soffermato in particolare sul tema dei trasporti: “Il fattore olimpico è stato fondamentale per il nostro territorio, poiché ha permesso di potenziare notevolmente i servizi, portando a un incremento delle corse e a una mobilità più efficace verso Cortina. Al tempo stesso siamo riusciti a registrare un aumento anche nel numero di autisti. Nonostante tutto, siamo consapevoli che ci sono aspetti da migliorare e per questo la Provincia è pienamente aperta a ricevere segnalazioni e richieste per soddisfare le esigenze dei lavoratori e del servizio laddove non fossero ancora pienamente soddisfatte”.

Welfare, alta formazione e selezione dall’estero sono le strade suggerite da Ivan Da Riz, di Umana SpA, che ha raccontato come esistano programmi di selezione e inserimento per personale proveniente anche da paesi lontani come l’India: “Proprio questo mese sono arrivate le prime 20 persone nell’ambito di un percorso di immigrazione accompagnata che parte con la selezione e la formazione direttamente all’estero. Umana interviene sul posto per individuare i profili idonei, organizzare i corsi di lingua italiana certificati e gestire l’intero iter burocratico necessario per portarli in Italia. L’obiettivo è quello di creare le migliori condizioni possibili affinché queste persone decidano di rimanere nel territorio”.

Infine, Nicola Bernardi, direttore generale di Cortina Banca, ha spiegato i servizi destinati ai lavoratori e alle famiglie, che agevolano la loro scelta di lavorare a Cortina. “Il contributo della banca non si esaurisce nella semplice offerta di prodotti finanziari, ma si sviluppa attraverso la creazione di partnership istituzionali volte a costruire soluzioni comuni e progettualità condivise. Emerge un’indubbia urgenza nell’affrontare le sfide del mercato del lavoro nelle terre alte: in questo contesto, l’apparente bellezza del territorio cela dinamiche occupazionali estremamente complesse e una cronica difficoltà nel reperire risorse, criticità che possono essere superate solo attraverso uno sforzo collettivo e una visione d’insieme”.

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