Nomina del presidente del Consorzio impianti a fune, Da Rin: «Una scelta che certifica il fallimento del sistema Cortina
La nomina di Renzo Minella alla presidenza del Consorzio esercenti impianti a fune rappresenta, a giudizio dell’assessore del Comune di Cortina d’Ampezzo Giorgio Da Rin, «un’occasione persa e un evidente segnale delle difficoltà che il sistema Cortina continua a dimostrare nel darsi una classe dirigente autonoma e capace di assumersi direttamente le proprie responsabilità».
«Non è una questione personale nei confronti di Renzo Minella, del quale nessuno mette in discussione competenze e professionalità – sottolinea Da Rin –. La questione è eminentemente politica e riguarda il modello che vogliamo costruire per Cortina. Quando le più importanti realtà del territorio finiscono per concentrare negli stessi soggetti ruoli istituzionali, di rappresentanza e gestionali nello stesso settore, credo sia doveroso fermarsi e interrogarsi».
Secondo Da Rin, la vicenda assume un significato ancora più rilevante alla luce del ruolo assunto da Minella in Consiglio provinciale, ruolo sul quale aveva già espresso le proprie perplessità, alla luce di un conflitto d’interesse che diventa sempre più preoccupante.
«Minella è diventato consigliere provinciale con delega agli impianti a fune e, in quella circostanza, è stato affermato dalla Provincia che non sussisteva alcun conflitto di interesse. Prendo atto di quella valutazione, ma oggi ci troviamo di fronte a una situazione nella quale la stessa persona si trova a ricoprire la delega provinciale sugli impianti a fune, la presidenza del Consorzio che rappresenta gli esercenti e il ruolo di direttore degli impianti di Faloria. Anche qualora tutto questo sia formalmente compatibile, ritengo che politicamente ci troviamo ad affrontare una situazione che merita una riflessione molto seria».
Il punto, per Da Rin, non è quindi soltanto la legittimità formale degli incarichi, ma la loro opportunità politica e istituzionale.
«Il problema non è soltanto stabilire se esista o meno un conflitto di interesse secondo le norme, ma chiarire come la stessa figura possa al contempo ricoprire le più importanti cariche politiche e tecniche per lo stesso ambito, con il rischio che lo stesso Minella, nel ruolo che esercita come Consigliere Provinciale, non possa esercitare liberamente le funzioni che dipendono dal suo ruolo politico senza che gli altri ruoli che ha assunto creino un conflitto di interessi. Il problema è garantire una distinzione chiara tra chi governa, chi rappresenta gli operatori e chi gestisce gli impianti. È una questione di trasparenza, di equilibrio e soprattutto di fiducia».
Ma la critica dell’assessore riguarda anche la capacità del mondo imprenditoriale di Cortina di esprimere una propria rappresentanza.
«Trovo significativo che i presidenti e gli esercenti di Cortina non siano riusciti a individuare al proprio interno una figura che potesse assumere la presidenza del Consorzio. Se il sistema degli operatori non riesce a esprimere uno dei propri rappresentanti e deve ricorrere a un tecnico che già ricopre altri incarichi nello stesso settore, per me questa è una sconfitta».
«Ed è una sconfitta – prosegue Da Rin – non del singolo individuo, ma della politica e del sistema Cortina nel suo complesso. Significa che non siamo riusciti a costruire una classe dirigente sufficientemente forte, autonoma e autorevole da assumersi la responsabilità della rappresentanza del territorio».
Da Rin respinge quindi l’idea che la scelta possa essere archiviata come una semplice questione organizzativa interna al mondo degli impianti.
«Gli impianti a fune sono un’infrastruttura strategica per Cortina e per tutta la montagna bellunese. Parliamo di un settore che incide sull’economia, sul turismo, sulla mobilità e sulle prospettive future del territorio. Per questo credo sia indispensabile che i ruoli siano distinti e che ciascuno possa esercitare le proprie responsabilità con la massima autonomia».
«Cortina ha imprenditori, professionisti e amministratori di grande valore. Possibile che non si riesca a individuare una figura politica o imprenditoriale che rappresenti gli esercenti senza contemporaneamente ricoprire incarichi gestionali nel medesimo settore? Io credo che questa domanda debba essere posta con forza. Non possiamo continuare a dire che tutto va bene semplicemente perché ogni singolo passaggio può essere formalmente giustificato. La politica deve interrogarsi anche sull’opportunità delle scelte e sulla percezione che queste producono nei cittadini e nelle imprese. Se vogliamo costruire un sistema credibile, dobbiamo evitare che ruoli diversi vengano continuamente concentrati nelle stesse mani».
«La mia contrarietà alla nomina nasce esattamente da questo – conclude Da Rin –. Non contesto le capacità professionali di Minella. Contesto una scelta che, a mio avviso, certifica ancora una volta l’incapacità del sistema Cortina di esprimere una governance più equilibrata, autonoma e trasparente. E credo che questo sia un problema politico che non possiamo più nascondere sotto il tappeto







