“Abitare la musica” a Palazzo Fulcis: un’esperienza speciale per gli ospiti della salute mentale di Belluno
In collaborazione con il progetto di residenze artistiche “Abitare la Musica”, alcuni ospiti della comunità terapeutica di San Gervasio hanno partecipato al concerto della rassegna che si è tenuto mercoledì nella suggestiva cornice di Palazzo Fulcis a Belluno.
L’iniziativa si inserisce nella collaborazione tra l’Ulss Dolomiti e il progetto di residenze artistiche diffuse “Abitare la Musica”, promosso dall’Associazione IXDeae APS con la direzione di Mirko Gragnato.
Dopo l’evento che si è tenuto lo scorso 5 agosto al Museo Etnografico di Seravella a Cesiomaggiore con Takako Horaguchi e Fiamma Velo, l’iniziativa ha visto ora la partecipazione di sei utenti della comunità terapeutica di Belluno che, accompagnati da un’operatrice, sono stati protagonisti di un’esperienza di ascolto e condivisione: un “bagno sonoro” condotto dalle musiciste e artiste Fiamma Velo e Dora Scapolatempore, insieme a Daniele Faccin, liutaio e suonoterapeuta. In particolare, attraverso l’uso di monocordi armonici, realizzati artigianalmente anche impiegando abete di risonanza della Val di Fiemme, sono state generate trame sonore continue e ricche di armonici. Questa esperienza acustica ha permesso di costruire un percorso orientato all’ascolto profondo e alla percezione del suono, vissuto in un clima di intima condivisione. A seguire, i partecipanti hanno assistito al concerto pubblico delle musiciste protagoniste Fiamma Velo e Dora Scapolatempore, che intrecciando pianoforte, melodica, voce, arpa, cajon ed elettronica hanno accompagnato i partecipanti in un viaggio sonoro di musiche composte durante la residenza artistica, di Vivaldi e del 1876, anno di fondazione del Museo Civico di Belluno, come “Il Lago dei Cigni”.
Attraverso l’espressione e la fruizione dell’arte e l’incontro con il territorio si creano ponti relazionali capaci di superare le barriere dello stigma sociale: integrare i percorsi clinico-sanitari con momenti in cui la cura si nutre di relazioni e bellezza permette di valorizzare la persona e di riconoscere la ricchezza di cui ciascuno è portatore, sostenendo il diritto inalienabile di chi affronta un percorso di riabilitazione psichiatrica di essere parte viva e attiva della vita sociale e culturale della comunità.
“Con questa iniziativa ricordiamo a noi stessi che la riabilitazione non vive solo di protocolli clinici, ma della bellezza che cura. La musica possiede questa magia incontrollabile: sa attraversare in silenzio le corde più intime dell’anima e toccare tasti profondi, risvegliando emozioni e consapevolezze che scopriamo di avere solo nel momento esatto in cui iniziano a suonare.
L’esperienza artistica e la forza delle relazioni hanno il potere straordinario di annullare le distanze, abbattere ogni pregiudizio e trasformare ciò che crediamo sia vulnerabilità in una straordinaria occasione di incontro. Il mio grazie di cuore va all’Associazione IXDeae APS, al curatore Mirko Gragnato, a tutti gli organizzatori e agli artisti che, insieme ai nostri ospiti, danno vita a questa meravigliosa sinergia di comunità.” commenta il Direttore Generale Ulss Dolomiti, Achille Di Falco.
“Promuovere una cultura della salute mentale, coinvolgendo tutte le associazioni del territorio come attori di un processo trasformativo e di consapevolezza, vuol dire contribuire ad abbattere lo stigma che troppo spesso ostacola le possibilità evolutive attraverso la cura. Gli strumenti che i servizi socio-sanitari, deputati a rispondere ai bisogni di salute psichica della popolazione, hanno a disposizione, negli ultimi anni hanno mostrato l’efficacia dell’integrazione tra diverse risorse e delle strategie terapeutico-riabilitative più innovative, orientate alla recovery. L’iniziativa “Abitare la Musica” rappresenta una preziosa occasione ed opportunità per arricchire i percorsi riabilitativi e di recovery e per restituire dignità e cittadinanza alle persone con disagio psichico in carico ai nostri Servizi, attraverso un’espressione d’arte formidabilmente terapeutica, quale la musica, nelle forme dell’ascolto attivo e partecipato e della conoscenza diretta di artisti, strumenti e cultura del territorio. “ spiega Aldo Gatto, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale Ulss Dolomiti.
“Nell’antichità una biblioteca poteva essere definita Ψυχῆς ἰατρεῖον, Psychés iatreion: “luogo di cura dell’anima”. È un’espressione tramandata in relazione alla biblioteca di Tebe e che ritroviamo ancora oggi in biblioteche storiche come la Teresiana di Mantova e, in Veneto, la Biblioteca Civica Bertoliana di Vicenza. Psyché, in greco, è l’anima; iatreion è il luogo della cura: radici che richiamano anche il termine moderno “psichiatria”. Forse parlare, accanto alla salute mentale, anche di “salute dell’anima” può aiutarci a superare qualche pregiudizio, ricordando che una persona non coincide mai con la propria diagnosi. È un’idea che attraversa “Abitare la Musica”: l’arte non sostituisce le cure, ma può contribuire al benessere, alla relazione e al senso di appartenenza. Da millenni, in fondo, la cultura è anche una forma di cura dell’anima.” dichiara Mirko Gragnato, curatore di Abitare la Musica e presidente di IXDeae APS.






