La Regione racconta l’emergenza bostrico con il docufilm “Il silenzio della foresta” presentato oggi a Venezia

La Regione racconta l’emergenza bostrico con il docufilm “Il silenzio della foresta” presentato oggi a Venezia

Dopo Vaia, un altro nemico ha colpito silenziosamente le foreste del Veneto. E’ il bostrico tipografo, un piccolo coleottero di pochi millimetri che negli ultimi anni ha provocato danni enormi soprattutto ai boschi di abete rosso della montagna veneta.

A questa emergenza è dedicato “Il silenzio della foresta”, il docufilm realizzato dalla Uo Fitosanitario della Regione del Veneto, in collaborazione con altre Uo regionali (Foreste e Selvicoltura e Servizi Forestali), Università di Padova, Arpav e Veneto Agricoltura, con la regia di Marco Recalchi, presentato oggi al Lido di Venezia nello stand regionale all’Hotel Excelsior, con l’obiettivo di raccontare attraverso le immagini la fragilità delle foreste ed al contempo la loro intrinseca capacità di reagire agli stress che subiscono.

Il progetto sarà inoltre veicolato in quattro episodi sui canali VOD (Video on Demand) e televisivi, portando a un pubblico più ampio la storia di un fenomeno che ha profondamente modificato il paesaggio di intere vallate alpine.

Dal 2021 a oggi, in Veneto sono stati interessati dall’infestazione tra gli 11 e i 12 mila ettari di bosco, con le situazioni più critiche concentrate soprattutto nel Bellunese e sull’Altopiano di Asiago. Nel complesso, nell’area del NordEst gli ettari colpiti superano i 40 mila.

“Il bostrico è stato una seconda Vaia, diversa per modalità ma non per la dimensione degli effetti – sottolinea l’assessore regionale all’agricoltura e foreste Dario Bond -. Vaia ha abbattuto milioni di alberi in poche ore, il bostrico ha agito negli anni successivi, colpendo soprattutto gli abeti già indeboliti. Questo docufilm ha un valore importante perché ci permette di raccontare questa emergenza partendo dai boschi, dalle persone che li vivono ma anche dal lavoro che stiamo facendo per proteggerli”.

La Regione del Veneto ha investito complessivamente circa 2,6 milioni di euro, tra risorse regionali e ministeriali, per affrontare l’infestazione, finanziando monitoraggi, interventi fitosanitari, piante esca, miglioramento boschivo, formazione, informazione e ricerca scientifica.

Dopo il picco dell’emergenza registrato tra il 2022 e il 2023, negli ultimi anni il fenomeno ha mostrato segnali di rallentamento. Le condizioni climatiche del 2024 e 2025 hanno consentito agli abeti di recuperare parte delle proprie difese naturali, rendendo più difficile la proliferazione dell’insetto.

“La situazione oggi è più stabile e alcune delle sperimentazioni che abbiamo messo in campo stanno dando risultati incoraggianti – aggiunge Bond -. Ma sarebbe un errore considerare chiusa questa partita. Il bostrico è ancora presente e il futuro dell’emergenza dipenderà molto anche dal clima. Per questo continueremo a monitorare i boschi, a sostenere la ricerca e a intervenire dove necessario. Difendere le nostre foreste significa difendere un patrimonio ambientale, economico e identitario che appartiene a tutto il Veneto”.

“Il silenzio della foresta” nasce proprio dall’esigenza di spiegare il ciclo biologico del bostrico, le conseguenze della tempesta Vaia e della successiva siccità, il cambiamento del paesaggio, ma anche le tecniche di monitoraggio e le strategie sperimentate per contenere l’infestazione. Un viaggio nei territori più colpiti, realizzato con il contributo delle strutture e dei tecnici regionali, per mostrare cosa accade quando un fenomeno naturale incontra gli effetti degli eventi climatici estremi e per raccontare la capacità delle foreste di reagire.

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