LEGALITÀ A CORTINA: ALBERGATORI E FORZE DELL’ORDINE UNITI PER LA PREVENZIONE DELLA CRIMINALITÀ NEL SETTORE TURISTICO

LEGALITÀ A CORTINA: ALBERGATORI E FORZE DELL’ORDINE UNITI PER LA PREVENZIONE DELLA CRIMINALITÀ NEL SETTORE TURISTICO

Alla luce dei recenti fatti di cronaca che hanno scosso la comunità ampezzana, la locale Associazione degli Albergatori ha promosso, con il patrocinio del Comune e la collaborazione del Comando dei Carabinieri di Cortina un incontro pubblico dal titolo “Turismo e legalità: tutelare Cortina”, incentrato sulle strategie utili e le buone pratiche atte a scongiurare eventuali future ingerenze criminose nel comparto turistico della Conca.

L’evento, molto sentito e partecipato, si è svolto martedì 4 novembre presso la Sala Don Pietro Alverà, alla presenza, tra gli altri, del Sindaco di Cortina Gianluca Lorenzi e ha avuto quale obiettivo principale quello di incrementare il grado di consapevolezza dei cittadini e soprattutto dei diversi operatori economici sui segnali da non sottovalutare e sugli strumenti di difesa da utilizzare come arma. A presiederlo, il Maggiore Alessandro Bui, Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Cortina d’Ampezzo, con pregressa pluriennale esperienza investigativa in territori contraddistinti dall’endemica presenza di fenomeni di criminalità organizzata.

«La criminalità può essere di due tipi: comune e organizzata – ha spiegato – Nel primo caso è strettamente connessa a reati di tipo predatorio – furti, truffe, aggressioni – e dunque facilmente riconoscibile. Nel secondo, purtroppo, abbiamo a che fare con un contesto più sommerso e difficile da individuare, un sistema strutturato il cui fine ultimo non è l’atto delinquenziale in sé, ma la creazione di un vero e proprio indotto economico illecito».

Sono stati quindi illustrati i tre step tipici che caratterizzano un processo di infiltrazione criminale, ovvero il primo contatto per testare la disponibilità dell’imprenditore (interlocuzione diretta), la mediazione (per interposta persona) e la fase finale, in cui si arriva ad interloquire con una vera e propria società (di copertura). E tra i settori maggiormente colpiti figura quello dell’intrattenimento, più difficile da tenere sotto controllo proprio perché si tratta di un ambiente in cui circola contante e dove operano figure professionali fluide e per lo più temporanee. Il turismo, che per definizione intreccia spesso i propri interessi con il ramo entertainment è dunque profondamente esposto a questo tipo di pericoli.

Ha proseguito il Maggiore Bui: «Il primo passo per mettere in salvo la propria attività sta nella capacità di riconoscere la minaccia. Io lo chiamo “rapporto di stupore”, ovvero quel senso di disagio che ci coglie e ci fa storcere il naso di fronte a una determinata situazione: nel caso specifico degli hotel può trattarsi di un cliente che chiede di non essere registrato, o che magari prenota un soggiorno lungo presentandosi però al check in senza bagagli. Sono tutte anomalie che dovrebbero far scattare un campanello d’allarme. Poi ci sono la morale e il rispetto delle regole, altri due potentissimi strumenti di prevenzione.  Essere rigorosi, precisi e coerenti nel proprio lavoro costituisce una barriera naturale perché la criminalità organizzata tende a evitare chi è noto per essere particolarmente ligio e per non scendere a compromessi. Infine, la raccomandazione più importante: confrontarsi sempre e comunque con l’Arma dei Carabinieri. Chi si imbatte in contesti sospetti deve sempre segnalarli prontamente. Tacere significa tutelare sé stessi, non la comunità. La collaborazione con le forze dell’ordine è pertanto decisiva».

GLI ALTRI COMMENTI

Sandra Ruatti, Presidente dell’Associazione Albergatori di Cortina. «Non è certo un mistero che il turismo sia un settore a rischio di ingerenze criminali e i fatti recenti ne sono una testimonianza lampante. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di unire le nostre forze con quelle dell’Arma dei Carabinieri e di promuovere questo incontro aperto alla Comunità. Sappiamo infatti che attorno a una destinazione come Cortina ruotano tanti interessi, non sempre leciti purtroppo, ma sappiamo anche che la Conca è patria di cittadini e imprenditori onesti che aspirano a rimanere tali e come tali devono essere adeguatamente tutelati, ma, al tempo stesso, devono anche imparare ad autotutelarsi. La prevenzione inizia dall’interno e dalle buone pratiche dei singoli che si trasformano in esempio per tutti. Confidiamo, con questa iniziativa, di aver offerto a importanti spunti di riflessione, una preziosa occasione di confronto, ma soprattutto strumenti utili a non farsi mai trovare impreparati di fronte a simili spiacevoli circostanze».

Gianluca Lorenzi, Sindaco di Cortina d’Ampezzo. «Ringrazio le Forze dell’Ordine, il Comando dei Carabinieri, il Maggiore Bui e l’Associazione Albergatori di Cortina per l’iniziativa e per il costante impegno nel garantire una Cortina protetta, sicura e attenta alla tutela del proprio tessuto sociale ed economico.

Questa iniziativa dedicata alla legalità rappresenta un momento di grande valore civico, perché mette insieme istituzioni, operatori turistici e cittadini in un fronte comune a difesa della nostra comunità.

Solo attraverso la collaborazione, la condivisione delle informazioni e la consapevolezza possiamo costruire una rete capace di prevenire i fenomeni di illegalità che, purtroppo, cercano spesso di infiltrarsi nei contesti più dinamici e attrattivi come il nostro.

Cortina è una realtà viva, con una forte identità e un’economia turistica di eccellenza, e proprio per questo deve continuare a vigilare e a investire nella cultura della legalità.
Avere gli “anticorpi” giusti significa saper riconoscere i rischi e agire insieme per respingere ogni tentativo di compromissione del nostro territorio.

Voglio ribadire con forza che Cortina si conferma una comunità sana, coesa e responsabile, che sa unire sviluppo e sicurezza, crescita e rispetto delle regole.
Il lavoro di squadra tra istituzioni, forze dell’ordine e mondo economico è la strada giusta per garantire un futuro sereno e trasparente alla nostra valle
».

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