Ricerca in ambiente impervio, ultima esercitazione estiva per 23 aspiranti soccorritori
Una giornata di esercitazione in ambiente ostile, con il supporto operativo di tecnici specializzati, piloti di droni e personale sanitario, ha messo alla prova capacità di ricerca, coordinamento, tecniche di soccorso e recupero di 23 aspiranti soccorritori.
Si è svolta sabato scorso, 17 ottobre, a San Vito di Cadore, alle pendici del Gruppo delle Rocchette, tra la Rocchetta di Prendera e quella di Cianpobon, l’ultima giornata della formazione estiva dedicata ai 23 aspiranti Osa, Operatori di Soccorso alpino, della 2a Delegazione Dolomiti Bellunesi.
L’attività, che rientra nel piano formativo regionale obbligatorio ed è stata organizzata con l’ausilio della Stazione di San Vito di Cadore, ha previsto una complessa esercitazione di ricerca e soccorso in ambiente montano impervio.
Coordinati da due istruttori regionali della Scuola alpina del Soccorso alpino e speleologico Veneto, i partecipanti hanno operato assieme ai tecnici di ricerca, Ter, ai piloti di droni, Uas, con l’appoggio del Centro mobile di coordinamento di Delegazione, per un totale di 30 persone coinvolte.
Lo scenario simulato prevedeva la ricerca in un terreno impervio di alta montagna, caratterizzato da zone rocciose e versanti boscati, di due persone, rappresentate da manichini con peso e caratteristiche morfologiche simili a quelli umani, nascosti in precedenza per riprodurre condizioni operative il più possibile realistiche.
Una volta individuati i “dispersi” con l’ausilio dei Ter e dei piloti Uas, le squadre hanno applicato le prime manovre di soccorso, coadiuvati dai sanitari del Cnsas.
Successivamente gli aspiranti operatori hanno messo in pratica le tecniche di soccorso, recupero e trasporto con barella, già acquisite durante i precedenti moduli formativi.
La fase conclusiva dell’esercitazione ha previsto il trasferimento delle squadre al Taulà dei Ciampe, struttura di proprietà della Regola di Borca di Cadore, recentemente ristrutturata grazie ai fondi del Pnrr e destinata anche a fungere da punto base e bivacco gestito per le attività di soccorso, vigilanza, ricerca e formazione in ambiente montano.
Di seguito le squadre, accompagnate dai “feriti”, hanno proseguito il rientro verso Senes, dove era stato fissato il campo base con il Centro mobile di coordinamento.
Proprio da Senes, nelle prime ore del mattino, gli aspiranti operatori erano stati imbarcati e trasportati in quota dall’elicottero dell’Air Service Center, convenzionato con il Soccorso alpino Dolomiti Bellunesi, per l’avvio all’esercitazione.
La giornata ha rappresentato un’importante occasione per consolidare le competenze tecniche acquisite durante il percorso formativo e mettere alla prova la capacità di lavorare in squadra, coordinare le diverse professionalità coinvolte e affrontare le criticità tipiche degli interventi in ambiente montano impervio.
Un’attività che conferma il valore della formazione continua e dell’integrazione tra operatori, tecnici specializzati e personale sanitario, elementi fondamentali per garantire interventi di soccorso efficaci e sicuri.
“Ringraziamo la Regola di Borca di Cadore”, sottolineano dal Soccorso, “per aver messo a disposizione questa preziosa struttura, fondamentale per le attività operative e formative del Soccorso alpino”.









