OSPEDALE CORTINA, L’EREDITÀ OLIMPICA DIVENTA REALTÀ PER ESSERE PUNTO DI RIFERIMENTO STABILE PER RESIDENTI, TURISTI E SPORTIVI
L’eredità delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina continua a produrre effetti concreti sul territorio dolomitico. Ospedale Cortina – struttura parte di GVM Care & Research che durante i Giochi ha prestato assistenza sanitaria ad atleti, delegazioni e pubblico, sta per entrare in una nuova fase operativa al servizio del territorio. Il tema è stato al centro dell’ottava puntata di “La Salute in Alta Quota” – programma radiofonico di Radio Cortina in onda il martedì alle 11:00, ogni due settimane – che ha visto la partecipazione di Adam Jmili, Direttore operativo e amministrativo di Ospedale Cortina, Stefano Longo, Presidente di Fondazione Cortina ed Enzo Rizzato, Direttore sanitario della struttura ospedaliera.
“L’esperienza olimpica rappresenta un bilancio estremamente positivo che lascia in eredità un’infrastruttura e servizi di riferimento stabile per il territorio – ha affermato Adam Jmili, Direttore Operativo e Amministrativo di Ospedale Cortina – Il percorso autorizzativo e di accreditamento dell’ospedale è già stato avviato e Ospedale Cortina sarà integrato nel Servizio Sanitario Nazionale pur essendo gestito attraverso una concessione privata. Continueremo a sviluppare le specialità che caratterizzano la nostra attività, in particolare ortopedia e traumatologia, ampliando progressivamente l’offerta sanitaria di prossimità per ridurre la necessità di spostamenti verso altri centri”.
Per Stefano Longo, Presidente di Fondazione Cortina “L’eredità dei Giochi non si esaurisce nelle competizioni che abbiamo ospitato, ma si traduce nella capacità di rendere Cortina sempre più attrattiva e attrezzata durante tutto l’anno. Ospedale Cortina rappresenta un tassello importante di questa eredità, perché rafforza i servizi a disposizione dei cittadini e del territorio e, allo stesso tempo, contribuisce a rendere la destinazione più competitiva e sicura agli occhi delle federazioni e degli atleti, offrendo la presenza di un ospedale traumatologico specializzato vicino alle sedi di gara, con elisuperficie e un sistema integrato di supporto sanitario. Le nuove infrastrutture sportive realizzate per i Giochi ci permettono infatti di guardare oltre la stagione invernale e di accogliere una gamma sempre più ampia di discipline, dalle competizioni sulla pista Eugenio Monti agli sport che possono trovare a Cortina condizioni ideali anche nei mesi estivi. È questa la vera sfida che abbiamo davanti: trasformare l’eredità olimpica in un’opportunità di sviluppo permanente, favorendo la destagionalizzazione e facendo di Cortina un luogo sempre più vivo, accessibile e attrattivo per i residenti, per i turisti e per tutto il mondo dello sport”.
Il direttore sanitario di Ospedale Cortina, Enzo Rizzato, ha infine spiegato come la struttura sia chiamata a rispondere alle esigenze specifiche di un territorio che vive di montagna e attività sportive. “L’ospedale deve essere al servizio delle persone, siano esse residenti o turisti. L’esperienza olimpica ci ha insegnato che una progettazione lungimirante consente di trasformare un evento straordinario in un’opportunità duratura per la comunità”.
Tra i servizi previsti figurano ortopedia, traumatologia, cardiologia, pneumologia, diagnostica avanzata, medicina di prossimità e riabilitazione. Continueranno inoltre a essere valorizzate le competenze storiche maturate nelle cure dell’osteomielite e del piede diabetico, integrando le attività tra il presidio acuto del Codivilla e quello post-acuto e riabilitativo del Putti.
La struttura contribuirà inoltre allo sviluppo della medicina sportiva, sia per gli atleti professionisti sia per gli sportivi amatoriali, consolidando il ruolo di Cortina come hub internazionale dello sport in quanto, accanto all’eredità materiale, coesiste un patrimonio di competenze e professionalità sviluppato grazie ai Giochi.
Secondo Rizzato, la sfida dei prossimi anni sarà quella di trasformare Ospedale Cortina in un luogo di riferimento non solo per la cura, ma per il benessere complessivo della persona, dalla prevenzione alla riabilitazione. “Vogliamo concorrere concretamente alla qualità della vita della popolazione e di chi sceglie di vivere o frequentare la montagna”, ha concluso il direttore sanitario. “L’obiettivo è costruire una sanità capace di accompagnare le persone in tutte le fasi del loro percorso di salute”.
“La salute in alta quota”, condotta dalla giornalista Alessandra Segafreddo, continua così il suo percorso di divulgazione, con l’obiettivo di avvicinare il pubblico ai temi della salute, della pratica sportiva e della vita di montagna. Gli episodi sono trasmessi live anche su radiocortina.t e si pososno riasocltare sul siot di Radio Cortina e sul Canale YouTube di GVM Care & Research.









