La Regione stanzia complessivamente 2 milioni 995 mila euro per il Soccorso Alpino

La Regione stanzia complessivamente 2 milioni 995 mila euro per il Soccorso Alpino

La Giunta regionale rinnova la sua storica collaborazione con il Soccorso Alpino e Speleologico Veneto del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (SASV – CNSAS). Su proposta dell’Assessore alla Sanità Manuela Lanzarin è stata infatti approvata una delibera con la quale si stanziano complessivamente 2 milioni 995 mila euro per il triennio 2025-2027.

“Questi uomini e donne – dice Lanzarin – hanno svolto e svolgono un servizio prezioso, che spessissimo si traduce in vite salvate sulla montagna. Dare loro sostegno è per noi una sorta di dovere morale, anche per i tanti servizi che il CNSAS offre: attività di soccorso, recupero e trasporto sanitario in ambiente montano, ipogeo e in ogni altro ambiente ostile ed impervio del territorio regionale, svolta nell’ambito del Sistema di Urgenza ed Emergenza Medica – SUEM 118. Fanno parte di una squadra insostituibile, per preparazione, abnegazione, altruismo”.

Il SASV – CNSAS, attraverso le 28 stazioni dislocate capillarmente sul territorio ed i propri Operatori e Tecnici di Soccorso Alpino e Speleologico, metterà a disposizione per l’attuazione del servizio di soccorso ed elisoccorso, le proprie risorse strumentali, mezzi, attrezzature di soccorso alpino e speleologico ivi compresi i ponti radio ed i relativi apparati radio, software ed hardware in uso alle Stazioni e alle Delegazioni e le risorse per la formazione e l’addestramento del personale del Suem 118.

I finanziamenti saranno così distribuiti: 995 mila euro per il 2025; 1 milione per il 2026; 1 milione per il 2027. L’importo totale del prossimo triennio è superiore a quello del 2022-2024 che fu di 2 milioni 350 mila euro.

L’aumento è motivato dalla crescita delle spese sostenute per i premi assicurativi e nella stima delle spese assolutamente necessarie per il funzionamento in efficienza della struttura e per il raggiungimento degli obblighi di legge in particolare l’attività formativa svolta dagli istruttori regionali della Scuola Alpina che risulta fondamentale ai fini della sicurezza.

Nel corso del 2024 vi sono stati 1.081 interventi di soccorso verso 1.225 persone (+ 6 rispetto al 2023). Il 70,30 % sono italiani, il 29,70 % è suddiviso fra 48 nazionalità tra le quali, nell’ordine, cittadini provenienti da Germania, Stati Uniti, Polonia, Repubblica Ceca, Francia, Austria, Belgio, Paesi Bassi Olanda, Spagna, Gran Bretagna Regno Unito, Romania, Slovenia, Cina, Slovacchia, Danimarca, Svizzera, Russia, Australia.

“Anche quest’anno il Soccorso Alpino – sottolinea Lanzarin – ha rilevato che, di anno in anno, gli interventi sono spesso causati da una mancata preparazione, così come dalla scarsa conoscenza dei luoghi con perdita dell’orientamento. Le cause, “caduta” e “scivolata” raggiungono complessivamente il 33,7%. Per quanto concerne le attività il soccorso ad escursionisti riguarda il 55,70% delle persone, a sciatori in pista il 7,4%, ai frequentatori di ferrate il 5,50%.

Accanto alla sottovalutazione dei propri limiti fisici, alle difficoltà ambientali ed alla poca conoscenza del territorio è stata rilevata l’impreparazione nell’affrontare i luoghi impervi e ostili, piuttosto che l’impiego di indumenti e calzature inadeguati e fa riflettere come tra le persone soccorse solamente il 3,6% disponesse di una assicurazione propria per la copertura delle spese di recupero in caso di incidente.

“Faccio notare – dice ancora l’Assessore Lanzarin – quanto l’impegno dei soccorritori, persone tecnicamente molto preparate, li esponga a loro volta a rischi per interventi in aree particolarmente difficili, anche talvolta per le condizioni metereologiche avverse. Il soccorso da parte di questi professionisti viene svolto in situazioni straordinarie laddove dove non è possibile intervenire con metodi e mezzi ordinari. Proprio per questo è necessario raccomandare alle persone che affrontano escursioni di consultare sempre i bollettini meteo, di prepararsi e di valutare il grado di difficoltà che deve essere rapportato alla situazione fisica e psicofisica del momento e di non improvvisarsi escursionisti senza una preparazione adeguata”.

Il trasporto ed il soccorso sono gratuiti solo nel caso di interventi per l’emergenza sanitaria.

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