PERAROLO DI CADORE. PROSEGUONO MONITORAGGI E INVESTIMENTI PER LA MESSA IN SICUREZZA DEL BOITE.

PERAROLO DI CADORE. PROSEGUONO MONITORAGGI E INVESTIMENTI PER LA MESSA IN SICUREZZA DEL BOITE.

Continua a Perarolo di Cadore, nel bellunese, il costante monitoraggio della frana della Busa del Cristo, che durante l’ultimo bimestre (gennaio-febbraio) ha registrato una notevole diminuzione di velocità.

“Il dato, stimabile intorno al 15% rispetto al bimestre precedente – spiega l’Assessore al Dissesto idrogeologico della Regione del Veneto, Gianpaolo Bottacin – è il frutto della scelta che facemmo, un anno fa, di far esplodere una parte del corpo di frana, cosa che fu poi programmata per il mese di giugno. Oggi, a un medio periodo di distanza dalla sua esecuzione, possiamo evidenziare positivamente che l’attività di rimodellazione con esplosivo ha sortito l’effetto voluto di riportare il contour degli spostamenti a un andamento noto e, secondo l’ultimo rapporto bimestrale, con velocità relativamente ridotte”.

Attualmente il versante si muove, infatti, con velocità media di circa 1,9 millimetri giornalieri; significativamente va inoltre evidenziato che ormai da otto mesi la frana ha subito una generale e progressiva diminuzione della velocità fino ai circa 1,5 millimetri giornalieri nel bimestre in oggetto.

“Ovviamente non si può abbassare la guardia – prosegue l’Assessore – e l’andamento della velocità della frana, nei prossimi mesi, andrà ancora monitorato con particolare attenzione in quanto tale periodo è storicamente considerato quello più critico per le condizioni di stabilità del versante”.

Per questo, con cadenza bimestrale, continueranno a venir rilasciati aggiornamenti di medio‐periodo in modo da prendere atto delle evoluzioni del fenomeno, utili a tutti gli altri enti coinvolti nella gestione della criticità, e che potranno essere redatti rapporti straordinari di commento in caso di evenienze o evidenze particolari.

“Come Regione continueremo peraltro con ulteriori interventi – dettaglia Bottacin -. A seguito di un approfondito studio redatto con l’Università di Padova, possiamo dire siano di molto ridimensionati i rischi di fenomeni di dam break in caso di frana, ovvero cedimenti della massa franata con conseguente onda di piena, anche se potrebbero essere ancora possibili scenari di allagamento. Proprio per questo abbiamo in programma, tramite il nostro braccio operativo di Venetostrade, il consolidamento dell’argine in destra Boite a tutela degli abitati e del piede di frana in sinistra con diversi drenaggi, superficiali e non, e consolidamenti ulteriori con tiranti.

“Nel nostro programma dei lavori vi è inoltre, a cura del Genio Civile – conclude l’Assessore -, il consolidamento di tre briglie sifonate sul Boite in confluenza col Piave a monte del paese, di cui è prossima la progettazione, e altresì i lavori di messa in sicurezza della frazione di Sacco”.

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